Il bassorilievo, realizzato in marmo bianco di Carrara (m 7 × 3,50), interpreta il mito di Prometeo come metafora della necessità, per l’uomo, di apprendere.
La composizione si sviluppa attraverso il doppio passo di danza delle due figure, inscritte in una spirale che diventa immagine del tempo e del movimento del pensiero.
La spirale non è solo un elemento formale, ma rappresenta la storia della conoscenza: un processo continuo, fatto di slanci, ritorni e trasformazioni. In questo lavoro il mito si libera dalla narrazione letterale per diventare forma, gesto e ritmo, in dialogo diretto con lo spazio educativo che lo accoglie.