Oppure l’ispirazione può nascere dal quotidiano, quasi per gioco.
Quest’opera è nata da un incontro del tutto casuale. Ero nel centro della Francia, a trovare un’amica di origine italiana. Insieme andammo a casa di un suo amico, anche lui italiano.
All’improvviso quella calma fu spezzata. La moglie di Beppe entrò nella stanza gridando: «Beppe, devi uccidere quel galletto! Non mi lascia entrare nel pollaio. Guarda cosa mi ha fatto…»
E mostrò le gambe, profondamente graffiate.
Beppe si alzò di scatto, io lo seguii.
Rimasi colpito dalla fierezza del gallo. Camminava avanti e indietro, maestoso, ignaro della sorte che lo attendeva.
Fu in quel momento che decisi. Quella postura non poteva andare perduta.
Così è nato Il Coq de Beppe.