A volte l’ispirazione arriva senza chiedere nulla, come un colpo improvviso allo sguardo.
Ero a Parigi, al Centre Pompidou. Stavo entrando nel caffè del museo quando la vidi.
Era fine, delicata come una porcellana giapponese. Giovane, con lineamenti asiatici, avvolta in un vestito leggero che ondeggiava fino ai piedi, piccoli dentro i sandali.
Ma fu quel grande cappello di paglia, sproporzionato, posato sopra quella figura fragile, a colpirmi.
In quell’istante non ho pensato a una scultura. Ho sentito qualcosa fermarsi e insieme mettersi in moto.
Mi sono innamorato di quella presenza.
Così è nata Bamboo.